Lo stratagemma dello starnuto

Ohi, ma tu l’hai sentita quella canzone di Ed Sheeran, quella dell’album nuovo? Mi pare si chiami “First Times”, sì.
Sì, lo so che non è il tuo genere. Non è che credessi che tu l’avessi ascoltata di tua sponte; ma sai, Spotify è fatto così. Ti spara tutta la musica che ami, tutta d’un fiato e poi, quando la playlist ha smesso di girare, tra una pubblicità e l’altra, ci ficca in mezzo quella canzone che non conoscevi, che non avresti mai pensato di ascoltare e che poi, alla fine, mah, sai che forse alla fine quasi quasi ti piace?
Ecco. Io mi chiedevo se ti fosse capitato.
Ma sì, sono certo che se Ed Sheeran ti avesse invaso le playlist tu non ne saresti stata poi tanto contenta. Probabilmente avresti chiuso d’un colpo l’applicazione.
Però sì, ecco, mi chiedevo solo se ti saresti fermata per un attimo a pensare a me.
Accidentalmente, sia chiaro: non ti ci saresti mai messa tu, di tua volontà, a leggere un titolo di Ed Sheeran sullo schermo e a pensare a me.
Sì, lo so. Hai smesso di avere sedici anni da almeno sei anni. E sì, anche a sedici anni avevi gusti musicali migliori di così. Tu che ascoltavi già gli America e i Pink Floyd e tutte quelle band di cui, a volte, condividevi con me i versi. Il tuo orecchio era già abituato al Caravanserai di Santana e preferiva la Billie Jean di Michael alla Heather che io canto ogni tre di dicembre. Altri gusti tu, tutta un’altra qualità.
Però sai, magari per sbaglio. Magari per sbaglio avresti pensato a me. Al fatto che io “First Times” l’avrei ascoltata. E l’avrei salvata anche in playlist, per ascoltarla in metro sulla strada di casa.
E invece, poi, quell’episodio di Himym. Alla fine l’hai visto? Quello in cui Marshall propone di andare a mangiare al cinese mentre Barney continua a starnutire come se avesse preso un terribile raffreddore. E invece il suo era solo un modo di condizionare la mente debole di Marshall: ogni volta che avrebbe starnutito in sua compagnia, l’amico avrebbe ricordato il nome di quel ristorante cinese e avrebbe proposto di andarci per una cena.
Bhe, quindi? Tu l’hai visto?
Perché io no, non l’ho visto mai quell’episodio. E anzi, ad essere onesto io non l’ho mai visto How i met your mother. Sono fin troppo romantico io, per sopportare le romanticherie di altri. Non libri d’amore, non film, né serie. Il massimo che posso permettermi è di ascoltarlo nelle canzoni, l’amore degli altri. O posso relegare il mio a qualche frase sbilenca lasciata tra le pagine di uno dei miei diari. O in qualche lettera che a volte ho il cuore di non consegnare e che altre volte, invece, sbaglio a imbucare.
Comunque, per tornare a noi, io non l’ho visto mai quell’episodio di Himym. Anzi, io non ho nemmeno mai visto l’intera serie. Mi è capitato qualche video su Instagram, però. Proprio quel minuto e venti che spiega lo stratagemma dello starnuto. E tu potrai non aver pensato a me nell’accidentale incombenza di Ed tra i tuoi titoli preferiti; io, però, ci ho messo un minuto e venti a pensare a te.
Temo che tu, nelle tue consapevolezze, abbia inconsapevolmente lasciato dietro te una scia di mollichine di pane che io, sadico, continuo a voler seguire. A modo tuo, hai fatto con me ciò che Barney ha fatto con Marshall: mi hai lasciato dei piccoli indizi di te sparsi in ogni angolo e così, ora, anche il più piccolo particolare può avere su di me lo stesso effetto dello starnuto di Barney.
Una sconosciuta con indosso il tuo stesso profumo. “The awesome mix vol.1”. L’arte che piace a me e che tu avresti trovato il modo, arguto, di umiliare. Un volo Rayanair quando lo sto prenotando per tornare a casa e penso a tutti quegli aerei che, un anno fa, avresti potuto prendere tu, se lo avessi voluto. La ragazza che ora cammina al mio fianco, che in tutto e per tutto, è diversa da te. Anche lei, dannato me, mi fa pensare a te.
Ai film che guardavamo insieme sul divano di casa, allo scorso Natale, ai libri che ho letto e che non ti sono mai piaciuti. E sì, “First Times”. Anche quella mi ha fatto pensare a te.
Era ovvio che tra i due dovessi essere io quello che aveva da imbattersi in questa canzone. Sono sempre stato io, tra i due, quello capace di raccontarsi storie, romanzarsi le cose. Sono sempre stato io quello più bravo a inventare, a costruire mondi mai visti e a tracciare a contorni precisi il profilo di chi neppure è mai esistito.
Ecco che lo faccio ancora una volta.
Ecco che lo faccio con te.
Ho bisogno di poter rivolgere queste parole a qualcuno, perché quella te che io ho conosciuto non le meriterebbe mai. Ti do forma a modo mio, allora, per quello che ho creduto di scorgere o per quello che mi sono raccontato di aver visto in te.
Ecco allora che te lo dico senza troppi giri di parole: ti ho pensato, oggi. Lo sai? È che ho ascoltato la nuova canzone di Ed Sheeran, “First Times”. È nella mia playlist di Spotify, sai, se mai dovesse capitarti di fermarti a pensarmi e di chiederti come sto.

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