Respira

Ci sono tutte queste cose che intossicano la mente, che sradicano abitudini, che saccheggiano denaro e tempo, lo stesso tempo che oserei definire divino, che sradicano fotogrammi dal cervello.

Ho sempre avuto l’impressione che il termine “pausa” ad oggi costituisca la scusa dilaniante di una fetta di generazione che non ha idea di come ci si metta realmente “in pausa”, di una fetta di generazione che non sa più coltivare l’arte della noia.

La sincerità che si cela negli sguardi di un bambino, la stessa che bramiamo aldilà dello schermo delle nostre stesse apparenze. Hanno oramai un retrogusto amaro di qualcosa che quasi non esiste più.

Poi ho voglia di eliminare, allora butto tutto nel cestino.

Senza poter realmente accartocciare con la mia mano destra, senza poter sentire la presa, la stretta, la morsa, la forza del pugno. Le mie dita sudate poter fare un suono sordo, senza poter sentire fluire il sangue, la rabbia che in esso risiede.

Ho voglia di eliminare, quindi con un clic, butto tutto nel cestino.

E poi penso che io in questo mondo ci voglio vivere e costruire, senza essere un mero schiavo di ciò che cerca di prendere forma su un pezzo di vetro, lo stesso che sorregge la lettura di queste stesse parole.

Io voglio sentirmi vivo a tal punto da riconoscere che la mia paura di morire è più forte di qualsiasi dipendenza. La stessa paura che porta la mia mano destra a tenere sempre e solo il mio pollice in funzione.

Vorrei svincolarmi dalle preghiere amare del mio subconscio che mi incinta ogni cinque minuti a cercare di capire cosa ci sia di meglio dall’altro capo del mondo.

Come avessi timore di perdermi qualcosa.

Poi mi fermo, osservo il cielo e mi rendo conto che ciò di cui ho davvero bisogno ora è solo di poter respirare, di reimparare a farlo.

E mi dimentico, allora, che oggi è un giorno vissuto da altri, e mi dimentico che il doppio clic sullo schermo possa in qualche modo fare la differenza.

E poi riprendo in mano i pezzi della mia esistenza.

E poi mi ricordo che alla fine ciò che conta è che non succede mai niente al di là di ciò che vivo realmente.

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